giovedì 15 marzo 2012

Principi Base dell'Omeopatia


I simili curino i simili: l' omeopata si basa sul principio secondo il quale una malattia si cura con la sostanza che se assunta da una persona sana provocherebbe gli stessi disturbi del malato.  
Questo principio risale al medico greco Ippocrate, vissuto nel V secolo A.C., etimologicamente dobbiamo rifarci a due parole greche: òmois "simile " e pàthos " malattia ". Il fondatore dell' omeopatia fu Samuel Christian Hahnemann nato a Dresda, in Germania nel 1755. 
Viveva in tempi nei quali le pratiche mediche più comuni erano salassi, purghe e clisteri, accompagnate dall' utilizzo di bismuto, piombo ed argento, terapie invasive che spesso procuravano più danni che benefici. Egli nel 1790, traducendo la materia medica di William Culler rimase colpito dal fatto che vi fosse scritto che il chinino, estratto dalla corteccia della china, potesse risultare utile nella cura della malaria per le sue qualità astringenti. Per capire il perchè di ciò sperimentò il farmaco su se stesso somministrandosi piccole quantità di chinino e registrandone le reazioni.
Si accorse di avvertire gli stessi sintomi della malaria pur non essendone affetto, sintomi che sparivano interrompendone l' assunzione. Hanemann capì che i sintomi potevano essere differenti in rapporto a persone diverse, così ne raccolse i più comuni per ogni sostanza sperimentata e li chiamò sintomi chiave pur non dimenticandosi di quelli meno frequenti.La combinazione dei vari sintomi dava vita ad un quadro patogenetico del rimedio sperimentato. Sulla riscoperta delle intuizioni di Ippocrate stava nascendo una nuova medicina: l' omeopatia.
Il passo successivo di Hanemann fu quello di sperimentare i rimedi sulle persone malate. Fu necessario formulare un quadro sintomatologico del paziente per accoppiarvi il quadro medico patogenetico delle varie sostanze. Tanto più erano vicini tanto più il rimedio poteva risultare risolutivo per guarire. Ecco confermato il principio fondante dell' omeopatia: " simili similibus curentur " i simili si curino con i simili.
Alcuni medicinali contenevano sostanze velenose e quindi dovevano essere somministrati solo in piccole dosi diluite che comunque potevano  determinare un iniziale aggragavarsi della malattia pur dando alla fine un risultato positivo. Attingendo dai vari regni naturali: minerale,animale e vegetale, decise di  cambiare il metodo di diluizione ,suddividendolo in due fasi: diluizioni vere e proprie e succussioni, un insieme di ripetute scosse e movimentazioni impresse al prodotto ad ogni passaggio di diluizione. 
Queste  scosse secondo Hanemann sarebbero state in grado di liberare l' energia curativa della sostanza. Si accorse che effettivamente dopo questi procedimenti gli effetti collaterali si riducevano e la guarigione era più immediata. 
Pur essendo più diluiti, anche 100, 200, 1000 volte, i rimedi omeopatici che Hanemann chiamò potenziati erano più efficaci. In omeopatia quindi la potenza o dinamizzazione si usa per definire il grado di diluizione e quindi la forza di un rimedio. Certi rimedi alla fine erano talmente diluiti da non contenere neppure una molecola della sostanza originale eppure funzionavano. Un seguace di Hanemann, nel 1800, il dott. Kent introdusse un nuovo, fondamentale concetto, quello della costituzionalità. In poche parole egli si accorse che determinati tipi di persone  reagivano di più a certi rimedi rispetto ad altri in rapporto alle loro similitudini per aspetto fisico e personalità. egli suddivise allora le persone in tipi costituzionali ed iniziò a curare i suoi pazienti non solo rispetto ai sintomi patologici fisici, ma anche in rapporto al loro carattere e ccaratteristiche fisiche: suddivise le persone in tipi costituzionali. Una volta individuata la costituzione, operazione peraltro forse la più difficile, iniziò a prescrivere rimedi ad una dinamizzazione molto alta in rapporto al tipo costituzionale: questa viene definita omeopatia classica. 
I tipi costituzionali possone essere molteplici.silicea, tenaci e caparbi, ma con un comportamento instabile, o nux vomica, ipersensibili ed incapaci di accettare le critiche o sulfur, pieni di inventiva, ma con l' esigenza di essere apprezzati dagli altri e così via ognuno con la sua particolarità. Si crearono due linee diverse, che anche oggi permangono, l' utilizzo di rimedi a bassa diluizione per risolvere il sintomo o il tentativo di riequilibrare l' intera persona , scoprendone il tipo costituzionale e somministrando il rimedio specifico in alte, altissime dosi.
Concludendo, Hanemann si convinse  che all' interno dell' organismo esistesse un' energia vitale in grado di aiutare il corpo a  mantenersi sano, questa energia rispondendo alle minime sollecitazioni dei rimedi  dava al corpo stesso la possibilità di autocurarsi. Il compito del buon omeopata consiste quindi nello scegliere un rimedio che si avvicini il più possibile al quadro sintomatologico, alla giusta diluizione, tenedo conto di tutta una serie di fattori quali: carattere, stress, abitudini, stagione, dieta, preferenze alimentari: insomma sintomi, rimedi, costituzione e diluizione.    


Dott. Gabriele Beltrame
Farmacia Beltrame, 
Santa Maria La Longa (UD)

Collaborazione "Farmacia Beltrame"

Con mia grande soddisfazione, incomincia oggi la collaborazione
con la farmacia Beltrame di Santa Maria la Longa (UD),
nella fattispecie con il dott. Gabriele Beltrame, 
farmacista e proprietario dell'omonimo esercizio 
che si è reso disponibile a collaborare con il blog 
per divulgare informazioni riguardanti gli aspetti 
farmacologici, omeopatici, erboristici 
che possono riguardare sportivi e non.

Buona Lettura!

mercoledì 14 marzo 2012

Incontro "Senza Scorciatoie"


Sabato 10 marzo alle ore 9:00, presso il centro congressi dell’ ENAIP FVG, si è svolto l’incontro dal titolo “Senza scorciatoie”.

Fortemente voluto dal professor Maurizio Battistutta - tutor della formazione professionale - e dal dottor Rosso - docente di educazione motoria – il convegno ha visto la partecipazione di professori, dottori ed atleti impegnati da tempo nella campagna di sensibilizzazione sull’importanza dello sport.

Ad aprire il convegno, impegnato come mastro di cerimonia, è salito in cattedra il professor Claudio Bardini; “incantando” gli allievi presenti incentivandoli all’impegno costante e alla perseveranza nel raggiungimento degli obiettivi, ha promosso la filosofia che da appunto il titolo alla conferenza: “Senza scorciatoie”.

Bardini ha quindi introdotto il vice-presidente del CONI provinciale Giuliano Gemo e l’assessore Lucio Riva, il quale ha confermato la sua massima disponibilità a future collaborazioni all’insegna della promozione della salute.

Alle 9:40 ha preso la parola il dottor Massimo Baraldo che, con l’ausilio di video ed immagini, ha reso consapevoli gli allievi sul problema sociale del doping e sulle conseguenze che le sostanze illegali usate per migliorare le prestazioni sportive hanno sulla fisiologia del corpo umano.

E’ stata successivamente la volta degli atleti dell’ associazione “Basket e non solo” – Eros Scuz, GianLuca Pagani e Cristiano Picco che hanno raccontato e condiviso con i ragazzi il problema della disabilità, dimostrando forza d’animo e sottolineando la fortuna dei normodotati.

A concludere l’incontro è stato l’intervento del professor Francesco Milano - docente di educazione motoria - portando la sua testimonianza ed esperienza.

È stata un’occasione ottima per parlare di salute, dell’impegno e della fatica che si celano dietro ogni successo, sia nello sport che nella vita; concetti fondamentali e stimolanti per una società che diventa, purtroppo, sempre più sedentaria. 

Dott. Baraldo, Prof. Bardini, Prof. Milano, Sig. Scuz, Sig. Pagani, Sig. Picco

Dott. Baraldo, Sig. Scuz

Dott. Rosso, Prof. Baraldo, Ass. Riva, Prof. Milano, Sig. Scuz, Sig. Pagani, Sig. Picco

martedì 13 marzo 2012

Riflessione metafisica sulla "Schiena"

Per quanto acuta sia la vista, non potremmo mai vederci da dietro. (Proverbio cinese)

Schiena: dal longobardo Skena e dal latino Spatula ha due significati, uno positivo (l'asse del mondo) ed uno negativo (l'avversità).

I significati simbolici della schiena e della colonna vertebrale sono differenti, perfino diametralmente opposti.
La schiena porta in generale con sè un significato negativo, mentre la colonna vertebrale è l'incarnazione dell'asse del mondo, la struttura fondamentale, il canale di circolazione dell'energia sacra.

La Schiena:

E' oggetto, tanto sul piano spirituale che su quello psicologico, di associazioni negative. Costituisce la sede delle tensioni interiori ed esteriori. [...].
Le espressioni popolari vanno in generale tutte in questa direzione, facendo della schiena e delle spalle il ricettacolo delle esperienze negative o dolorose, o l'espressione dei rapporti di opposizione: "avere la schiena robusta", "caricare qualcosa sulle spalle di un altro", "colpire qualcuno alle spalle", "vivere alle spalle di qualcuno", "voltare le spalle a qualcuno".

Il mal di schiena, famoso per essere uno dei flagelli della società moderna, assume il valore di rivelatore di un superlavoro o di un fardello troppo grande da portare.
Nei miti, alcuni dei o eroi sono d'altronde condannati a portare il mondo o la volta celeste sulle spalle, allegoria della durata e della penosità del peso delle responsabilità.

La colonna vertebrale:

La colonna vertebrale che, al contrario della schiena, beneficia di un simbolismo positivo, rappresenta l'asse del corpo. In senso verticale, essa è collegata al cielo e costituisce una manifestazione del risveglio, dell'attività e della vita. In senso orizzontale, essa è collegata alla terra e costituisce una manifestazione del sonno, della passività e della morte.
In India, la salita della Kundalini, l'energia spirituale, opera lungo la spina dorsale, chiamata Bastone di Brahma.

Da "Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze" di Corinne Morel, Ed. Giunti. Pp.744-745

domenica 11 marzo 2012

Periodico TRIVIGNANO UDINESE

E' motivo di grande orgoglio e piacere essere menzionato nel periodico dell'amministrazione comunale di Trivignano Udinese, nell'edizione speciale del mese di Gennaio 2012.

Ringrazio di cuore la prof. Simonetta di Tillio per la stima che ha sempre dimostrato nei miei confronti e le rinnovo altresì i miei complimenti per il suo impegno nelle politiche sociali del comune.


Ho aggiornato la pagina dedicata alla Stampa.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...