sabato 22 dicembre 2012

I danni del fumo

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Quando si accende una sigaretta, le sostanze tossiche che si liberano durante la combustione si aggregano sullo strato di tabacco successivo (non ancora bruciato); di conseguenza, ad ogni “tiro” la loro concentrazione aumenta talmente tanto che, alla fine della sigaretta, quadruplica.
Alcuni degli agenti tossici sviluppati durante la combustione della sigaretta sono i seguenti:
  • agenti tossici: ossidi di azoto, ammoniaca, monossido di carbonio, formaldeide, acetaldeide, acroleina, acido cianidrico, nicotina e altri alcaloidi, metalli (cadmio, arsenico, nickel, piombo), fenoli
  • agenti cencerogeni: nitosamine, formaldeide, amine aromatiche, idrocarburi aromatici policiclici, composti radioattivi (polonio 210, radon), benzeni. 


 
Il materiale che si ritrova nel filtro per effetto della combustione si definisce "catrame".
Si è cercato di ridurre le concentrazioni di catrame e di nicotina presenti nella sigaretta, modificando le tecniche di crescita e di trattamento del tabacco, filtrando e diluendo il fumo attraverso l'uso di filtri di acetato di cellulosa e carbone attivo.
Il monossido di carbonio, invece, non è trattenuto da nessuno dei filtri oggi disponibili.
Ovviamente polmoni vengono compromessi e contaminati da molti agenti tossici e lesivi trai quali:
- Azione citolitica (ditruzione della cellula) diretta sulle cellule brachiali e parenchimali;
- Ridotta rimozione delle sostanze nocive a livello delle vie aeree per compromissione della dinamica delle cilie ed importanti modificazioni a carico delle proprietà visco-elastiche del muco, per azione diretta sulla sua composizione e secrezione;
- Degradazione delle componenti della matrice extracellulare ed alterazioni delle strutture connettivali di sostegno, esposte all'azione degli enzimi proteolitici rilasciati dalle cellule infiammatorie;
- Ossidazione diretta sull'alfa-1-antitripsina che determina la riduzione fino al 50% dell'attività di questo enzima; la riduzione dell'alfa-1-antitripsina è responsabile delle lesioni distruttive della matrice connettivale tipiche dell'enfisema.
Smettendo di fumare il rischio si riduce dopo solo un anno di astinenza. Dopo 20 anni diventa simile, ma sempre un po' superiore a quello di chi non ha mai fumato.
Il fumo è una delle cause principali di malattie coronariche e si stima sia causa di morte nel 30% dei casi.
Aumentato rischio di morte improvvisa.
  • Aumentata mortalità perioperatoria in pazienti con by pass coronarico.
  • Aumentato rischio di morte per aneurisma addominale aterosclerotico.
  • Aumentato rischio di vasculopatia periferica aterosclerotica
  • Azione sinergica con ipertensione ed ipercolesterolemia con forte aumento del rischio di coronaropatia e infarto.
  • Aumentato rischio di malattie cerebrovascolari.
  • Aumentato rischio di sviluppare emorragie cerebrali in donne che usano contraccettivi orali.
Ovviamente il fumo non risparmia neanche il cavo orale:
  • Diminuisce le difese immunitarie nei confronti della placca batterica.
  • Determina un ingiallimento della dentina.
  • Aumenta il rischio di gengiviti.
  • Promuove l'insorgenza del cancro della bocca.
  • Accelera l'invecchiamento della pelle etc.
  • Aumento dell'irsutismo del volto e della raucedine con un rischio relativo per le forti fumatrici (+ di 10 sigg./giorno) di 5,6 per l'irsutismo del volto e di 14,2 per la raucedine.

Rischi per il feto ed il bambino
I neonati nati in famigli di fumatori possono pesare 250-300 gr in meno rispetto a quelli nati in famiglie di non fumatori.
I neonati di madri fumatrici hanno un rischio di mortalità perinatale più elevato.
Esistono dati per associare fumo materno ed aumento di apnea di origine centrale del bambino.
Aumento delle malattie ed infezioni a carico dell'apparato respiratorio inferiore.

Effetti endocrini e matabolici
Aumento dei livelli ematici di catecolamine degli ormoni della crescita, ACTH, cortisolo, prolattina e betaendorfine.
Menopausa precoce nelle donne, con frequenza di osteoporosi più elevata.
Peso corporeo dei fumatori mediamente inferiore di 3-5 Kg rispetto ai non fumatori
Il monossido di carbonio contenuto nel fumo, legandosi con l'emoglobina forma la carbossiemoglobina; quindi, in presenza di anche bassi valori di monossido di carbonio nell'aria, si determinano nell'organismo valori misurabili di carbossiemoglobina (inutile ai fini del trasporto dell'ossigeno).
Il midollo osseo può essere iperstimolato con conseguente policitemia.
La pelle assume un colo grigiastro, perde di elasticità, è avvizzita ed invecchiata. 

Ecco un'immagine riassuntiva:

 Se ancora non vi ho convinto a smettere... o almeno a provarci... gustatevi questo video! 


A VOI LA SCELTA! 

1 commento:

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